ArticoliLibri e Consigli di letturaStorie in rete

Dark Graffiti – A cura di Kenji Albani

Il penultimo contributo dell′anno alla rubrica Storie in Rete riguarda Dark Graffiti, un′ottima antologia di racconti a sfondo crime che ha tutte le carte in regola per catturare l′attenzione di appassionati e non.

I dieci racconti, selezionati e curati dallo scrittore e fumettista Kenji Albani per la casa editrice Delos Digital, abbracciano tutte le sfumature del genere, alternando thriller a sfondo esoterico, discese nell′abisso della follia, gialli investigativi classici e noir intrisi di sarcasmo e pessimismo cosmico.

La sensazione che pervade tutta la raccolta e che balza all′occhio dopo poche righe, ancora prima di addentrarsi nelle peculiarità stilistiche dei singoli autori e delle singole storie, è di avere a che fare con dei professionisti della penna. Sentore che viene confermato passando in rassegna le biografie degli autori, di spessore e spesso contorniate da premi letterari e pubblicazioni con case editrici di prim′ordine.

Un ottimo team di partenza, che Albani ha saputo capitalizzare al meglio concependo un testo dall′identità ben definita, caratteristica e intrisa di fascino pop. Ogni racconto appartenente a Dark Graffiti, infatti, ruota intorno al perno narrativo di un murales, fotografato dagli autori nel luogo in cui hanno deciso di ambientare la vicenda. Figure misteriose, spesso terrificanti, immergono il lettore nelle atmosfere cupe e cervellotiche dei racconti con l′immediatezza e la vividezza che soltanto l′arte del graffito riesce a trasmettere con assoluta efficacia, contribuendo non poco a far risaltare il susseguirsi di azioni frenetiche, colpi di scena e forti suggestioni che attraversa il narrato.

Da un punto di vista tecnico non c′è quasi nulla di recriminare, poiché soltanto una storia presenta qualche sporadico refuso. Pur ricalcando gli stilemi del genere, le narrazioni presentano tratti interpretativi molto lontani tra loro, seguendo le molteplici influenze personali dei vari autori. Ciò rende difficile impostare un discorso valutativo che non sia fortemente influenzato dai gusti personali.

Perciò, invito i lettori a tenere presente che gli apprezzamenti e le critiche che esprimerò in seguito sono di carattere fortemente arbitrario e si basano su differenze minime, poiché tutti i racconti sono di ottima fattura, in grado di appagare lettori esigenti e di essere d′esempio per gli aspiranti scrittori crime.

Superata la premessa, devo ammettere che Il caso della mortale commedia non mi ha pienamente convinto. L′investigatore improvvisato Allingham ricorda davvero troppo da vicino il geniale Dupin di E.A.Poe, oppure uno qualunque dei suoi emuli appartenenti all′ondata di detective fiction di metà Ottocento. Per quanto funzionali alla costruzione narrativa, caratterizzazione e rapporti tra i personaggi hanno un gusto troppo retrò per adattarsi al concept della raccolta, e sono inoltre troppo classici per non sapere di già visto, così come lo stesso intreccio.

Tuttavia, il tentativo audace di accostare elementi narrativi e ambientali parecchio lontani tra loro conferisce al racconto una certa personalità, che invece latita in Il santo e Il drago è scappato. Si tratta di due storie che ho letto con piacere, ma che non mi hanno dato lasciato nulla di così significativo da ricordarle a fine lettura.

Per qualcuno contro qualcuno si contraddistingue per una magistrale narrazione in prima persona, in grado di trasmettere il punto di vista del protagonista con rara carica empatica, soprattutto quando i flashback s′intrecciano con l′azione. Per contro, presenta il difetto di scorrere in maniera lineare e tutto sommato prevedibile, senza suscitare né la sospensione né il pathos deviato che eleva artisticamente questa tipologia di thriller.

Ci riesce assai meglio Il gigante, racconto dall′impostazione simile, ma che annovero tra i migliori per aver saputo affrescare appieno l′intreccio tra istinto umano all′autodistruzione e banalità del male, senza sacrificare azione e ritmica incalzante.

Freak mi ha lasciato combattuto. Sono rimasto piacevolmente colpito dalla prima panoramica sulla vicenda, che mostrava un potenziale da romanzo vero e proprio, grazie anche al parco personaggi più numeroso, caratterizzato e variegato della raccolta. D′altro canto, non ho potuto fare a meno di notare lo scoramento tra i passaggi leggermente compassati della fase centrale, dove viene dato spazio a dettagli e attori tutto sommato trascurabili, e la rapidissima successione di eventi con cui la vicenda raggiunge il climax per poi scivolare nello scioglimento. Ciò mi ha lasciato un senso d’incompiutezza, nonostante la spiegazione della dinamica degli eventi e la chiosa finale siano narrativamente ineccepibili. Un discorso simile si applica a Gli occhi del mondo, il quale scorre alla perfezione, ma pare interrompersi da un momento all′altro, più che presentare un finale.

Se fossi il giudice di un concorso, a Successe proprio così, il racconto scritto da Albani, non darei il primo premio, bensì quello della critica. Ho apprezzato moltissimo l′ironia di fondo, la stravaganza di nomi e caratterizzazioni dei personaggi, il sarcasmo tagliente del protagonista e l′atmosfera generale della narrazione: agrodolce, fumettosa, sperimentale, fondamentalmente noir ma con gustose incursioni weird. Un graffito tramutato in parole, per farla breve.

Tuttavia, i racconti di apertura, Mami Wata ed Eightball, a mio avviso hanno globalmente qualcosa in più. Entrambi offrono grandi dosi di pathos, una ritmica trascinante, un ottimo grado di creatività nella concezione degli ambienti e degli attori. Allo stesso tempo riescono a mantenere un livello molto alto di dettagli e di verosimiglianza, grazie al sapiente inserimento di tematiche quali la dissidenza politica, il femminismo, il germe della violenza e l′esoterismo, le quali forniscono una forte identità alle due storie pur restando sullo sfondo.

In definitiva, Dark Graffiti è una lettura interessante e appagante, frutto del lavoro di penne esperte e professionali, che hanno grattato i fogli al servizio di un′idea originale e ben sviluppata.

Durante la lettura molte curiosità hanno attraversato la mia mente, tra cui: come si rapporta un autore con le fasi di selezione, redazione e composizione di una raccolta di racconti che include anche testi non suoi? Quanto l′idea di base rispecchia la cultura pop, la preparazione artistica nel campo del fumetto e le influenze di fine Millennio proprie del curatore? La sperimentazione stilistica mostrata in Successe proprio così è estemporanea o ricorrente nei testi dell′autore?

Fortunatamente, questi interrogativi troveranno risposta nella prossima puntata del BTM Podcast, in diretta sul mio profilo Instagram @marco_ferreri_btm mercoledì 15 dicembre alle ore 21, il cui ospite sarà proprio Kenji Albani. Vi aspettiamo numerosi per discutere di questo e di molto altro!

Sincerely yours,

Marco Ferreri

Facebook: @MarcoFerreriBTM

Instagram: @marco_ferreri_btm

Wattpad: @MarcoFerreriBTM

Youtube: BTM Podcast

Fonte immagine: https://www.amazon.it/Dark-graffiti-K-Albani/dp/8825412266

Leggi di più
Back to top button